Romeo e Giulietta danzeranno al Carlo Felice: torna il Ballet Preljocaj
Di Michela Serra – <Dai fatali lombi di due nemici discende una coppia di amanti, nati sotto cattiva stella, il cui tragico suicidio porrà fine al conflitto>. Chiunque, o quasi, riconoscerà in questo prologo la storia d’amore più struggente mai scritta. Nata dalla penna di William Shakespeare, Romeo e Giulietta, è una delle opere più rappresentate al mondo. Anche nel balletto i due sfortunati amanti di Verona hanno raccontato la loro storia e nei giorni a cavallo di San Valentino, rivivranno sul palco del Teatro Carlo Felice di Genova. Torna una delle compagnie più importanti del panorama internazionale per affrontare il mito su musica di Prokof’ ev, come ha sottolineato il sovrintendente del Teatro Comunale dell’ Opera Maurizio Roi: <La compagnia di Preljocaj torna al Carlo Felice dopo aver portato qui molti dei suoi migliori spettacoli. Questa volta affronta un titolo classico, un mito che segue quello di Don Giovanni, ma che è opposto>. L’interpretazione che il coreografo ha voluto dare va al cuore dei conflitti che hanno dominato la vicenda di Romeo e Giulietta. In una Verona improbabile, abitata da una classe dirigente privilegiata rappresentata dai Capuleti e da una popolazione sfruttata rappresentata dai Montecchi, la relazione tra i due amanti è fuori legge. Due mondi chiusi a ogni apertura che spingeranno Romeo e Giulietta a sfuggire al loro destino. La trasposizione dell’opera di Shakespeare è drammatica, a tratti violenta. <La storia di Romeo e Giulietta si intreccia con le vicende sociali.- prosegue Roi – È uno scontro di famiglie, è un tema classico: i ruoli sociali danneggiano l’amore dei due giovani che si troveranno a cancellare quelle distinzioni. I conflitti dell’amore, delle tensioni, dei meccanismi ineluttabili sono narrati attraverso i gesti>. Il ritorno di una compagnia così importante consolida l’obiettivo del Carlo Felice sul tema dell’offerta agli spettatori: <Noi stiamo lavorando per definire il profilo del Teatro – ha spiegato Roi – la stagione scorsa ha visto molta danza a maggio, infatti abbiamo realizzato 104 spettacoli. Il palco del Carlo Felice ben si presta al balletto e vorremmo essere un punto di rifermimento per compagnie teatrali così prestigiose. Vogliamo fare in modo che sia facile venire a teatro e non possiamo lamentarci, infatti abbiamo registrato un buon 30% in più di pubblico. Abbiamo ancora due recite del Don Giovanni e una media di mille presenze a sera. Pensiamo che Preljocaj avrà un grande successo e sarebbe bello far venire a Genova persone da fuori regione, magari dalla Francia>. Di sicuro il momento non è facile per tanti comparti, compreso quello culturale: <Noi non abbiamo l’attenzione corretta nel nostro paese alla cultura. Non abbiamo un impostazione – ha sottolineato Roi – non siamo sufficentemente attenti all’industria culturale. Ci manca una forza determinante, non solo i soldi, ma un’ idea guida. Non ci accontentiamo di raccontarci la “palla” di avere l’80% del patrimonio culturale mondiale: abbiamo un accumulo di prodotto storico fatto dai monumenti e di arte che dobbiamo valorizzare. Se l’arte non è riprodotta non esiste>. 


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